Comunicazione Facilitata – Linee guida

Introduzione

Il giorno 26 luglio 2008, a Mestre, presso la sede della Cooperativa Intervento, è avvenuto un incontro tra vari gruppi italiani, che da molti anni si occupano di soggetti disabili  e delle loro “diverse abilità”  collaborando e  condividendo filosofia, scelte e  modalità di lavoro nell’utilizzo della tecnica della Comunicazione Facilitata.

Nel suddetto incontro, si è deciso di continuare questo cammino fino ad oggi condiviso e costituire un network per la diffusione della C. F. , depositare un marchio che ne salvaguardi il nome, eleggere  un comitato tecnico-scientifico che ne tuteli i principi e, infine, stilare delle linee-guida che determinino i criteri fondamentali all’interno dei quali è possibile operare, nell’utilizzo della tecnica, a garanzia di quanti se ne avvalgono.

Comitato Tecnico-Scientifico

  • Dott. Sergio Vitali
  • Dott. Carlo Callegaro
  • Brunetta Zinelli
  • Dott.ssa Maria Cecilia Zannoni
  • Dott.ssa Valeria Mungo

Le linee guida qui presentate costituiscono un documento a cui devono fare riferimento tutti coloro che utilizzano la tecnica di comunicazione che porta il nome di

Comunicazione Facilitata Tecnica Aumentativa Alternativa Alfabetica del Linguaggio ® e il cui marchio è stato registrato a Brescia il 09/02/2010

Questo a garanzia di un corretto utilizzo della tecnica, nel pieno rispetto delle regole applicative e nella completa tutela deontologica di tutti coloro che la utilizzano.

Definizione

La Comunicazione Facilitata è una tecnica di comunicazione  alternativa, alfabetica, per persone con disturbi del linguaggio e della comunicazione, in cui esistono anche difficoltà a produrre gesti finalizzati. Tale tecnica, che deve essere inserita, sempre, all’interno di un progetto educativo abilitativo riabilitativo, viene utilizzata in tutte le situazioni di assenza, insufficienza, o inefficacia della comunicazione verbale orale, o gestuale, al di là del tipo di disabilità e dell’età della persona.

La Comunicazione Facilitata può essere definita anche come una tecnica di scrittura attraverso un contatto fisico che si definisce “facilitazione”.

L’obiettivo finale resta il raggiungimento di una comunicazione libera, efficace, funzionale alla vita quotidiana.

Gli ambiti di utilizzo della tecnica sono quelli di qualsiasi altro tipo di linguaggio: la famiglia, la scuola, il centro diurno, le agenzie di tempo libero, ecc… e per ognuno di questi ci devono essere obiettivi chiari e diversi, così da garantire a pieno l’efficacia del risultato ed il raggiungimento del maggior livello di autonomia e generalizzazione.

Percorso

All’inizio del percorso verrà firmato dai genitori o dal tutore l’adesione al percorso.

Un soggetto può essere avviato  all’uso della Comunicazione Facilitata, solo dopo essere stato sottoposto ad una valutazione iniziale eseguita da un Supervisore.

Una volta stabilita l’idoneità del soggetto verrà stilato il programma di lavoro, che sarà collocato all’interno di un progetto educativo -riabilitativo,  che verrà supervisionato con regolarità e la cui scansione verrà stabilita dal responsabile del progetto stesso.

Condizioni di esercizio all’uso della tecnica

La tecnica della comunicazione facilitata per poter essere efficace e quindi permettere il raggiungimento degli obiettivi generali sopra descritti, deve  assicurare le seguenti condizioni di esercizio:

a)    ogni persona che intende facilitare, sia esso un familiare, un insegnante, un volontario o altro, deve possedere le conoscenze e le competenze specifiche per l’utilizzo della tecnica. Tale apprendimento sarà commisurato alle capacità della persona facilitata, al contesto di utilizzo e definito dal supervisore;

b)    per ridurre il rischio di uno scorretto utilizzo e della possibilità di influenzamento, che i facilitatori ancora poco esperti possono realizzare inconsapevolmente, è necessario che ogni persona partecipi al lavoro di supervisione nell’ambito del progetto individuale.

Qualora non vengano rispettate le condizioni di esercizio, il supervisore declina ogni responsabilità in merito ad eventuali difficoltà che potrebbero emergere.

Norme di buona prassi per le comunicazioni scritte, ovvero galateo della CF

Come in tutti gli ambiti comunicativi e relazionali esistono delle norme di buona prassi, ancor più valide quando si tratta di comunicazioni scritte.

Quando si utilizza  la CF, che implica tempi e modi diversi rispetto alla comunicazione orale, è necessario prevedere che:

  • mentre si sta comunicando, è necessario avvertire e fornire le motivazioni prima di interrompere l’attività;
  • nel rispetto della privacy della persona facilitata, i contenuti che emergono in sede di comunicazione non possono essere divulgati a terzi se non nei termini previsti dalla legge vigente;
  • i contenuti e le modalità con cui si ottengono sono oggetto di discussione con il supervisore e con l’equipe.

L’uso improprio di tali comunicazioni (divulgazione degli scritti, limitazione o esaltazione della produzione ad un unico ambito) hanno portato a situazioni di disagio emotivo e relazionale, e a volte al rifiuto/negazione della comunicazione stessa da parte del facilitato.

Figure di riferimento

  • Assistente alla comunicazione con tecnica CF
  • Supervisore
  • Formatore

Assistente alla comunicazione con tecnica CF di 1° livello

È una persona che:

  • ha competenze in ambito educativo, sanitario e assistenziale
  • ha seguito un percorso formativo accreditato presso uno dei Centri di Formazione riconosciuti, per almeno 100 ore di attività teorico –pratica e/o un percorso formativo individuale che comunque rispetti gli stessi criteri e contenuti;
  • ha superato una prova teorico-pratica finale;
  • riceve una supervisione costante, almeno 5 volte l’anno;
  • effettua almeno un percorso di aggiornamento all’anno, sulle tematiche relative alla tecnica.

Il rispetto dei criteri porta all’iscrizione presso l’elenco interno della Rete per la diffusione della Comunicazione Facilitata, che verrà rinnovato ogni 3 anni.

Qualora  venisse a mancare anche uno solo di questi presupposti ci sarà l’esclusione dall’elenco dagli assistenti alla comunicazione con tecnica CF abilitati.

Assistente alla comunicazione con tecnica CF di 2° livello

È un assistente alla comunicazione con tecnica CF che:

  • ha almeno 2 anni di esperienza continuativa, ed ha  utilizzato la tecnica con almeno 3 persone diverse;
  • ha seguito un corso teorico-pratico di ulteriori 50 ore, presso uno dei Centri di Formazione riconosciuti, e/o un percorso formativo individuale che comunque rispetti gli stessi criteri e contenuti, conseguendo l’attestato di facilitatore di II livello
  • conosce tutte le fasi di sviluppo della tecnica e sa come superare gli ostacoli e le difficoltà, sa individuare e proporre nuovi obiettivi nel percorso di autonomia del soggetto;
  • non può comunque effettuare le valutazioni iniziali e necessita di supervisione, almeno 3 volte l’anno;
  • effettua almeno un aggiornamento all’anno, sulle tematiche relative alla tecnica

Il rispetto dei criteri porta all’iscrizione presso l’elenco interno della Rete per la diffusione della Comunicazione Facilitata, che verrà rinnovato ogni 3 anni.

Qualora  venisse a mancare anche uno solo di questi presupposti ci sarà l’esclusione dall’elenco dagli assistenti alla comunicazione con tecnica CF abilitati.

Il Supervisore

è una persona professionalmente preparata in ambito sanitario e/o educativo che:

  • ha acquisito il titolo di assistente alla comunicazione con tecnica CF di  2° livello e tutte le conoscenze necessarie delle tecniche di supervisione
  • ha ampliato le proprie conoscenze e applicato la tecnica con più persone e in situazioni diverse
  • si dimostra creativo, propositivo e disponibile a lavorare in equipe
  • esegue la valutazione del soggetto per l’avvio alla C.F., ne definisce il percorso ed avvia i genitori, i facilitatori e gli assistenti alla comunicazione  all’utilizzo della stessa
  • collabora con il facilitatore, la scuola, il centro diurno, la famiglia, gli specialisti ecc… per la stesura del progetto educativo-riabilitativo
  • si preoccupa, laddove possibile, di spiegare la tecnica alle insegnanti e agli educatori coinvolgendoli nell’utilizzo della scelta multipla
  • supervisiona i facilitatori  e gli assistenti alla comunicazione valutando  l’efficacia e la correttezza del loro operato, e ne è responsabile
  • tutela il rispetto delle linee guida,
  • riceve la supervisione di un formatore, che deve incontrare almeno 2 volte all’anno
  • effettua almeno un aggiornamento all’anno sulle tematiche relative alla tecnica
  • comunica al formatore e all’equipe di riferimento le abilità e le inadempienze dei facilitatori e degli assistenti alla comunicazione

Si accede alla qualifica di supervisore tramite un percorso di tirocinio e formazione sul campo svolto con un formatore.

Il rispetto dei criteri porta all’iscrizione presso l’elenco interno della Rete per la diffusione della Comunicazione Facilitata, previa valutazione del comitato tecnico – scientifico, che verrà rinnovato ogni 3 anni.

Il Formatore

è una persona professionalmente preparata in ambito sanitario e/o educativo che:

  • ha lunga esperienza di facilitazione e di applicazione della tecnica su ampia casistica ed è stato a lungo supervisore
  • ha esperienza di formazione e di docenza
  • ha collaborato con un centro di formazione per dei corsi
  • ha sviluppato competenze nell’ambito delle disabilità comunicative e della riabilitazione delle stesse
  • conosce a fondo i processi comunicativi e del linguaggio
  • conosce le patologie e le problematiche neuropsicologiche legate alle diverse disabilità
  • conosce la legislazione legata all’handicap
  • sa gestire i rapporti con le istituzioni e garantire collaborazioni proficue

Il rispetto dei criteri porta all’iscrizione presso l’elenco interno della Rete per la diffusione della Comunicazione Facilitata, previa valutazione del comitato tecnico – scientifico, che verrà rinnovato ogni 3 anni.

Il Formatore ha l’obbligo di tenersi sempre aggiornato, di utilizzare la formazione permanente e di incontrarsi almeno una volta all’anno con gli altri formatori.

Il Formatore ha inoltre l’obbligo di predisporre la raccolta dei dati e delle informazioni, relativi al proprio centro, che costituiranno materiale di studio e di ricerca per tutti coloro che si occupano di C.F. e dovranno essere inviati al Comitato tecnico-scientifico almeno 1 volta all’anno.

Ha l’obbligo, inoltre, di tenere sempre aggiornati gli elenchi dei Facilitatori e dei Supervisori e di tenere informato di questi il Comitato.

Ha il dovere di segnalare le eventuali esclusioni di facilitatori e supervisori.

Il formatore può organizzare corsi di formazione, seminari e convegni, seguendo le linee del centro di formazione condivise con il comitato tecnico-scientifico a cui deve dare comunicazione per :

  • corsi per assistenti alla comunicazione con tecnica CF di 1° e 2° livello
  • corsi di informazione sulla tecnica (di almeno 6 ore) per quanti volessero avere delle conoscenze di base in merito alla C.F.

Pubblicazioni, tesi di laurea e  ricerche

Chiunque volesse predisporre tesi di laurea o ricerche scientifiche nell’ambito della CF ha la possibilità di rivolgersi al Comitato tecnico-scientifico, il quale è disponibile a sostenerlo nel percorso di ricerca.

 

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